Calcolatrice dello Straordinario
Inserisci la tua tariffa e le ore lavorate — la paga lorda del periodo si aggiorna mentre scrivi, con la quota di straordinario evidenziata a parte.
Come funziona questa calcolatrice
Paga lorda = (tariffa oraria × ore ordinarie) + (tariffa oraria × fattore di maggiorazione × ore di straordinario), dove il fattore è 1 più la percentuale di maggiorazione — per esempio +25% diventa un fattore 1,25. La quota di straordinario viene mostrata separatamente così vedi esattamente quanto valgono quelle ore in più, e la tariffa oraria media effettiva — paga totale diviso ore totali — ti dice cosa hai davvero guadagnato in media una volta miscelata la maggiorazione. Questa è paga lorda, prima di IRPEF, addizionali e contributi. La percentuale di maggiorazione non è fissata da un'unica legge nazionale: la stabilisce il CCNL applicato in azienda (spesso con valori diversi per straordinario diurno, notturno e festivo), quindi usa i preset come punto di partenza e verifica sempre il valore esatto sul tuo contratto collettivo o sulla busta paga.
Esempio pratico
A 12 €/ora con 40 ore ordinarie e 8 ore di straordinario con una maggiorazione del 25%: la paga ordinaria è 480 €, lo straordinario è 12 × 1,25 × 8 = 120 €, quindi la paga lorda totale è 600 € per il periodo. Sulle 48 ore complessive, la tariffa oraria media effettiva è 12,50 €/ora. Passa al preset del 50% (tipico per notturno o festivo in molti CCNL) e la stessa settimana paga 624 € — tariffa media 13,00 €/ora — un modo rapido per vedere quanto vale davvero un turno maggiorato, sempre da confrontare con il proprio contratto.
Domande frequenti
Chi decide la percentuale di maggiorazione per lo straordinario?
Il CCNL applicato in azienda, non una legge nazionale unica. Il D.Lgs. 66/2003 disciplina il tetto di ore consentite ma non fissa un'unica percentuale di maggiorazione: quella la stabilisce il contratto collettivo (o, in sua assenza, l'accordo individuale), spesso con valori diversi per straordinario diurno, notturno e festivo. I preset di questa calcolatrice (+25%, +50%) sono esempi indicativi da verificare sempre sul proprio CCNL o sulla busta paga.
Esiste un limite alle ore di straordinario?
Sì. In assenza di una disciplina diversa nel CCNL applicato, il D.Lgs. 66/2003 fissa un tetto di 250 ore annue di lavoro straordinario per lavoratore. Molti contratti collettivi stabiliscono limiti propri — a volte diversi da questo, spesso con soglie aggiuntive giornaliere o settimanali — quindi le 250 ore sono il riferimento di legge di default, non un tetto che si applica automaticamente a ogni contratto.
Lo straordinario si può recuperare come riposo (banca ore) invece che in busta paga?
Sì, molti CCNL e contratti aziendali prevedono la cosiddetta 'banca ore': le ore di straordinario, con o senza la relativa maggiorazione, vengono accantonate come riposo compensativo invece di essere liquidate subito in busta paga. Le regole esatte — se anche la maggiorazione diventa riposo, i termini di utilizzo, l'eventuale scadenza — dipendono dal contratto collettivo o aziendale applicato, quindi verifica il tuo.
Lo straordinario viene tassato più della paga ordinaria?
No: in busta paga lo straordinario è reddito da lavoro dipendente a tutti gli effetti e segue le stesse aliquote IRPEF progressive del resto della retribuzione — non esiste un'aliquota speciale più alta. Può però far sembrare il cedolino di quel mese tassato di più, perché il sostituto d'imposta calcola la trattenuta come se quel livello di reddito fosse costante: è un effetto di cassa temporaneo, non un'imposta aggiuntiva reale sullo straordinario in sé.