CalcHub Calcolatrici di denaro veloci e precise

Calcolatrice delle commissioni di investimento

Le commissioni si esprimono di solito come una piccola percentuale annua. Qui vedi cosa costa davvero quella percentuale alla fine. I risultati si aggiornano mentre scrivi, e il link riflette sempre i tuoi numeri.

Quanto ti costa la commissione
Saldo dopo le commissioni
Saldo a rendimento pieno
Costo della commissione in % del saldo finale
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Come funziona questa calcolatrice

Entrambe le cifre usano la stessa formula di crescita composta con versamenti — il valore futuro è il saldo iniziale più ogni contributo mensile che cresce a un tasso mensile per il numero di mesi investiti. L'unica differenza è il tasso: un calcolo usa il tuo rendimento annuo pieno, l'altro usa quel rendimento meno il TER o la commissione di gestione. Il divario tra i due saldi finali è denaro che non è mai uscito dal tuo conto in un'unica transazione — semplicemente non è mai cresciuto, perché una fetta del saldo veniva prelevata ogni anno prima di avere la possibilità di capitalizzare. In Italia, i fondi a gestione attiva venduti tramite reti bancarie applicano spesso commissioni più alte dei semplici ETF a basso costo — questo è precisamente il divario che lo strumento rende visibile.

Esempio pratico

Parti da 40.000 €, aggiungi 400 €/mese, per 30 anni a un rendimento annuo del 6%. Al rendimento pieno del 6% il saldo cresce a 642.709,03 €. Con una commissione dell'1,2% (tipica di un fondo attivo venduto tramite rete bancaria), il rendimento netto del 4,8% lascia 489.202,59 € — la commissione costa 153.506,44 €, quasi un terzo del saldo finale. Sostituiscila con il TER di un ETF a basso costo dello 0,2% e il saldo diventa 613.714,01 €, un costo da commissioni di appena 28.995,02 €. Stesso piano di risparmio, stesso rendimento di mercato — una differenza di 124.511,42 € nel risultato finale, dovuta solo alla commissione.

Domande frequenti

Una commissione dell'1,2% sembra poca cosa — perché pesa così tanto?

Perché non si applica una volta sola: si applica ogni anno, anche sulla crescita che quei soldi avrebbero altrimenti generato. Su 40.000 € che crescono al 6% con 400 €/mese aggiunti per 30 anni, una commissione dell'1,2% costa 153.506,44 € entro la fine del piano — non perché 1,2% sia un numero grande, ma perché la fetta di saldo persa in commissioni ogni anno avrebbe a sua volta continuato a capitalizzare. La commissione si compone contro di te esattamente come i tuoi versamenti si compongono a tuo favore.

Qual è una commissione "ragionevole" in Italia?

Come dato di fatto: molti ETF a gestione passiva quotati in Europa applicano un TER (Total Expense Ratio) tra lo 0,05% e lo 0,30%, mentre i fondi comuni a gestione attiva venduti tramite reti bancarie o consulenti in Italia applicano spesso commissioni annue tra l'1% e il 2,5%, a volte con commissioni di ingresso o di performance aggiuntive. Questo è un intervallo tipico riportato nella documentazione dei prodotti (KID/KIID), non un consiglio personalizzato su quale scegliere.

Un fondo con commissioni più alte ha mai senso?

Solo se supera in modo affidabile un'alternativa a basso costo comparabile per un margine superiore alla differenza di commissione, al netto di quella commissione, lungo tutto il periodo di investimento — un traguardo che la maggior parte dei fondi a gestione attiva non raggiunge in modo costante nel tempo. Questa è un'osservazione fattuale sulla matematica, non una raccomandazione a favore o contro un fondo specifico.

È solo interesse composto?

Sì — la matematica di fondo è la stessa formula di crescita composta usata in tutto questo sito. Questo strumento non introduce nuova matematica: applica quella formula due volte, una al tuo rendimento pieno e una al rendimento meno la commissione, e isola la differenza come numero a sé stante, così il costo specifico della commissione è visibile invece di restare nascosto dentro un unico saldo finale.